Press Release

Solo Volvo e Volkswagen in linea con gli obiettivi green Ue Tutte le altre case automobilistiche in netto ritardo

June 14, 2021

Le strategie di elettrificazione di Volvo e Volkswagen sono ambiziose e credibili e appaiono in linea con il piano di neutralità climatica fissato dall’Unione Europea. Ma quelli dei due costruttori sono casi isolati in un panorama tuttora critico per il settore automotive del Vecchio Continente. È la principale conclusione dell’ultimo studio realizzato da Transport & Environment (T&E).

L’indagine sul livello di preparazione delle maggiori case automobilistiche, infatti, restituisce risultati variabili e generalmente deludenti. Alcuni operatori, come Ford, hanno fissato obiettivi importanti accompagnati però da un piano sostanzialmente debole. La casa americana, in particolare, ha affermato di voler raggiungere la piena conversione entro il 2030 ma secondo le stime di T&E i veicoli elettrici rappresenteranno nel 2025 solo il 13% della sua produzione totale. Altri, come Stellantis, Daimler, BMW, Jaguar Land Rover e Toyota evidenziano scarsa ambizione al cambiamento e mancanza di strategie concrete per un futuro all’insegna dell’auto elettrica.

Quello di Toyota resta in questo senso un caso emblematico: nel 2025 i veicoli elettrici rappresenteranno infatti solo il 10% della sua produzione totale. Nel 2030 le tecnologie ibride inquinanti caratterizzeranno ancora il 44% dei suoi veicoli realizzati per il mercato europeo.

“Le case automobilistiche fanno bella mostra delle loro credenziali verdi, ma nella maggior parte dei casi, in realtà, appaiono distanti dagli obiettivi” ha dichiarato Julia Poliscanova, direttrice senior della divisione veicoli ed e-mobility di T&E. “I costruttori, incluso Stellantis, sono ancora molto indietro nel percorso e coloro che hanno fissato obiettivi ambiziosi non hanno una strategia adeguata per raggiungerli. In passato le stesse case automobilistiche non sono riuscite a mantenere le loro promesse. Chi ci dice che questa volta sarà diverso?”.

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Secondo l’indagine, la produzione di veicoli elettrici nell’Unione Europea dovrebbe più che triplicare tra il 2021 e il 2025 passando da 1 milione (pari al 7,4% della produzione) a 3,3 milioni di unità (24,2%). L’atteso sorpasso sui veicoli a combustione dovrebbe realizzarsi nel 2030 quando la produzione delle auto elettriche raggiungerà quota 6,7 milioni di veicoli (50,2%). La produzione delle auto ibride dovrebbe raggiungere il suo picco nel 2026 con 1,6 milioni di esemplari (12% della produzione complessiva di veicoli) per poi andare incontro a una stagnazione nella seconda metà del decennio.

Lo studio, che ha preso in considerazione non solo i dati sulle vendite ma anche le strategie industriali che interessano vari segmenti, come la fornitura delle batterie e la riconversione delle infrastrutture ad esempio, solleva preoccupazioni sulle iniziative di carattere volontario delle case automobilistiche, troppo poco ambiziose e non supportate da strategie industriali credibili. Il rischio è di ripetere quanto già accaduto nel 2016, quando le case auto non sono riuscite a rispettare l’obiettivo comune nel vendere il 3,6% di auto elettriche, raggiungendo meno della metà del target, come già evidenziato da T&E in una precedente analisi.  Ma anche con le attuali premesse, sostiene T&E, il settore automobilistico europeo raggiungerebbe entro il 2030 livelli di vendita di veicoli elettrici puri inferiori del 10% rispetto agli obiettivi imposti dai piani di neutralità climatica del Continente

I ricercatori invitano quindi i legislatori europei a fissare obiettivi vincolanti sulle emissioni di CO2 per le auto nel prossimo decennio: -25% entro il 2025 e almeno -40% entro il 2027. Le auto elettriche, sempre secondo T&E, dovrebbero arrivare a coprire il 65% della produzione totale entro il 2030 mentre per il 2035 dovrebbe essere fissato il traguardo della completa eliminazione dei veicoli dotati di motore a combustione. I ricercatori, infine, chiedono ai legislatori stessi di non concedere incentivi o finanziamenti ai veicoli ibridi e a combustione suggerendo inoltre un inasprimento delle norme sulla diffusione di questi ultimi.

“Non c’è più alcun dubbio che un futuro senza combustibili fossili e completamente elettrico sia possibile” ha concluso Julia Poliscanova. “Ma mentre solo due case automobilistiche sembrano collocarsi oggi sulla strada giusta, i politici non possono affidare ai costruttori l’onere di raggiungere da soli gli obiettivi. Questi ultimi devono essere progressivamente rafforzati per indurre le case automobilistiche a eliminare gradualmente la dipendenza dai combustibili fossili e a sviluppare una strategia coerente e credibile che li accompagni all’obiettivo in tempo”.

 

CHI SIAMO

T&E è un’organizzazione no-profit e politicamente indipendente con sede a Bruxelles, che da oltre 30 anni promuove la sostenibilità̀ del settore trasporti europeo attraverso un cambiamento delle politiche dell’UE e globali che regolano il settore trasporti. La visione di T&E è un sistema di mobilità a emissioni zero, accessibile a tutti, sicuro e con un impatto minimo sulla salute, sul clima e sull’ambiente. 

Fondata nel 1990, T&E rappresenta 63 organizzazioni di 26 paesi in tutta Europa, principalmente gruppi ambientalisti che lavorano per politiche di trasporto sostenibile a livello nazionale, regionale e locale. Tutti insieme i membri e sostenitori di T&E rappresentano più di 3,5 milioni di persone. Il lavoro nazionale è ulteriormente supportato dalla rete di uffici nazionali nelle principali capitali europee: Madrid, Roma, Parigi, Berlino, Londra e Varsavia.  

T&E crede nella trasparenza e ogni anno pubblica la lista dei propri finanziatori nel proprio rapporto annuale.

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