Trasporti, fiscalità e transizione ecologica
Proposte per una tassazione più equa e sostenibile nella Legge di Bilancio 2026
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Il percorso di decarbonizzazione delle nostre economie - la cosiddetta ‘transizione’ - attraversa ogni aspetto della vita associata, anche da un punto di vista normativo e regolatorio. In un’Europa dove coesistono 27 sistemi tributari differenti, la leva fiscale è stata individuata da molti stati membri come uno strumento flessibile, per aderenza alle peculiarità dei contesti nazionali, e di notevole efficacia per promuovere e sostenere la transizione.
La leva fiscale agisce su due fronti complementari: crea segnali di prezzo che orientano i consumi verso opzioni a minori emissioni e, contemporaneamente, genera risorse che possono essere reinvestite nella transizione. Una revisione del quadro fiscale può ridurre l’uso di combustibili fossili (contenendo le esternalità connesse), rendere più efficaci le politiche industriali e climatiche e promuovere innovazione.
Le analisi presentate in questo briefing non rappresentano una ricognizione completa del rapporto tra materia fiscale e transizione; come pure, le proposte di riforma che si avanzano sono intenzionalmente specifiche, mirano a individuare soluzioni praticabili per correggere distorsioni o regolare aree di esenzione e mancato prelievo, con lo scopo di generare risorse a sostegno della decarbonizzazione dei trasporti, ovvero del settore più emissivo delle nostre economie.
Transport & Environment (T&E) ha analizzato il regime fiscale applicato ai settori dell’aviazione e del marittimo, misurandoil mancato prelievo sui consumi energetici e una quota di mancato gettito imputabile a misure specifiche di eccezione, previste ad esempio per l’imposizione dell’IVA o l’applicazione del sistema ETS. La somma del mancato gettito risultante dalle esenzioni previste per aviazione e marittimo configura complessivamente un deficit annuo - per il bilancio pubblico - superiore ai 7miliardi di euro.
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