Comunicati stampa

L’UE compie un passo timido verso la tassazione dei voli internazionali

17 luglio 2026

L’estensione del sistema ETS ad alcuni voli internazionali e ai jet privati rappresenta un passo avanti, ma l’indebolimento complessivo dell’ETS compromette l’azione europea per il clima e la sicurezza energetica

La revisione del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) dell’UE per l’aviazione non è sufficiente a promuovere l’azione climatica incisiva che pure il settore necessita. Questo il commento di Transport & Environment, la principale organizzazione europea in materia di decarbonizzazione dei trasporti, alla proposta della Commissione di revisione del sistema ETS.

Per la prima volta, la Commissione ha applicato un prezzo del carbonio ai voli in partenza dall’UE, ma solo entro un raggio di 5.000 km e solo a partire dal 2029. Ciò significa che un volo da Parigi a Dubai rientrerebbe nel mercato del carbonio, mentre un volo da Parigi a New York no.

Questo meccanismo lascia ancora il 47% del settore aeronautico europeo esente dalla tariffazione del carbonio e pertanto, secondo T&E, può essere considerato solo un primo passo. Inoltre, sebbene la volontà di fornire sostegno industriale alla produzione europea di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) sia un passo positivo, l’assegnazione di oltre 100 milioni di quote gratuite per i SAF indebolisce il segnale del prezzo del carbonio, proteggendo le compagnie aeree dal reale impatto finanziario della compensazione delle loro emissioni. In virtù di queste scelte, l’UE perderà circa 4,2 miliardi di euro di entrate aggiuntive che avrebbe raccolto se tutti i voli in partenza fossero stati inclusi nel sistema ETS.

Insieme alla proposta sull’EU ETS, la Commissione ha pubblicato anche una valutazione del CORSIA, il sistema internazionale di compensazione delle emissioni che funge da alternativa all’EU ETS per i voli a lungo raggio. La valutazione conclude che il CORSIA non rappresenta un’alternativa credibile all’EU ETS e necessita di un significativo rafforzamento. Tuttavia, l’opzione di compromesso presentata oggi non rispecchia tale valutazione: al contrario, estende l’esenzione «stop the clock» sui voli internazionali in partenza dall’UE almeno fino al 2032, con il pretesto di «incoraggiare il CORSIA». Secondo T&E, questo compromesso non è all’altezza delle raccomandazioni scientifiche formulate dalla Commissione stessa.

Secondo Diane Vitry, direttrice del settore aviazione di T&E «Per la prima volta in assoluto, anche i voli internazionali ricadranno nel sistema ETS. Tuttavia, a causa delle pressioni del settore, sarà coperta solo una parte dei viaggi e i voli più lunghi e più inquinanti rimarranno esenti da tassazione delle loro emissioni. Per questi motivi, la proposta presentata oggi deve essere solo un punto di partenza. Speriamo saranno gli Stati membri a spingere per estendere gradualmente il prezzamento del carbonio a tutti i voli, prima della prossima revisione. Il settore dell’aviazione deve pagare per tutte le sue emissioni, proprio come qualsiasi altro settore dell’economia».

La revisione include altre misure chiave per ridurre le emissioni del settore dell’aviazione, in particolare l’introduzione, per la prima volta, di un prezzo per l’impatto climatico dei jet privati. Nonostante il loro impatto sproporzionato, i jet privati sono stati finora in gran parte esentati dal sistema ETS dell’UE.

Anche l’impatto non legato alle emissioni di CO₂ del settore dell’aviazione sta finalmente ricevendo la dovuta attenzione. La proposta della Commissione pubblicata oggi introduce quote gratuite per le compagnie aeree che riescono a evitare la formazione di scie di condensazione che contribuiscono al riscaldamento globale, rappresentando così una pietra miliare significativa nella corsa alla riduzione dell’impatto climatico complessivo del settore.

La revisione del sistema ETS

Nel complesso, la proposta rallenta il ritmo delle riduzioni delle emissioni. L’abbassamento del fattore di riduzione lineare (LRF) al 3,7% per il periodo 2031–2035 e all’1,7% a partire dal 2036 determinerà un eccesso di quote, il che deprimerà il segnale di prezzo a lungo termine e indebolirà le aziende all’avanguardia nel settore delle tecnologie pulite. Per proteggere il segnale di investimento del sistema, l’LRF dovrebbe rimanere invariato fino al 2036, afferma T&E.

La proposta della Commissione di consentire l’inserimento, nell’ETS, di fino a 250 Mt di crediti di rimozione del carbonio (CDR) entro la fine degli anni ’30 richiede di passare dallo stato attuale, in cui le rimozioni permanenti sono praticamente pari a zero, a un quarto di miliardo di tonnellate in poco più di un decennio. Si tratta di un aumento di portata senza precedenti, senza che esista ancora alcun progetto certificato che dimostri come ciò sia effettivamente possibile.

La Commissione non dispone di un percorso credibile per colmare tale divario, afferma T&E. È probabile che ciò porti a pressioni per abbassare gli standard, consentendo che crediti di rimozione del carbonio più economici e meno sostenibili sostituiscano le rimozioni permanenti su cui l’obiettivo è presumibilmente basato. Stabilire un’equazione tra la rimozione del carbonio e la riduzione delle emissioni consentirebbe agli inquinatori di acquistare certificati di rimozione invece di ridurre le emissioni alla fonte, avverte T&E. L’inclusione di crediti internazionali fino al 2% per il periodo 2036–2040 potrebbe inoltre minacciare l’ambizione climatica interna dell’UE e la sua credibilità internazionale.

Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, ha dichiarato: «L’Europa ha un problema di dipendenza energetica, non un problema legato all’ETS. L’indebolimento di questo sistema renderà quasi impossibile raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE per il 2040, creando anche tensione con altri settori dell’economia che dovranno compensare la mancata riduzione delle emissioni. La proposta prolungherà la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili, volatili e insicuri, e priverà i governi e l’industria delle entrate necessarie per promuovere le tecnologie innovative del futuro».