Energia. T&E: “Gli extraprofitti valgono 37 miliardi di euro, l’Ue non perda l’occasione di tassarli a favore dell’elettrificazione dei trasporti”
È necessaria un'iniziativa a livello europeo sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere
Le misure di emergenza presentate oggi dalla Commissione europea sono solo parte di quanto necessario per rispondere alla crisi petrolifera e ridurre la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili. L'UE, secondo Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, ha perso la giusta occasione per tassare gli extraprofitti, eccessivi e inaccettabili - 37 miliardi di euro secondo la stima T&E - realizzati dalle compagnie petrolifere dall'inizio della crisi e per presentare un piano generale volto ad accelerare la diffusione dei veicoli elettrici (EV).
Le nuove misure annunciate includono un maggiore coordinamento a livello UE per garantire l'approvvigionamento di carburante e interventi minori per proteggere i consumatori e le industrie dall'aumento dei prezzi del petrolio. Tuttavia, l'UE non ha proposto di tassare i profitti straordinari delle compagnie petrolifere – contrariamente a quanto fece nel 2022 con il Meccanismo di Solidarietà Energetica – per finanziare misure volte a ridurre il consumo energetico e sostenere chi si trova in condizioni di povertà energetica. Si limiterà a fornire indicazioni agli Stati membri che intendono tassare gli utili straordinari.
Secondo il monitoraggio degli extraprofitti che T&E sta portando avanti in queste settimane, le compagnie petrolifere sono destinate a realizzare un guadagno straordinario di 37 miliardi di euro, grazie ai consumi di carburante degli automobilisti europei, in conseguenza della crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente [1]. T&E chiede un piano europeo di accelerazione della mobilità elettrica, che includa incentivi mirati per il passaggio a veicoli elettrici e camion elettrici. Una tassazione sulle principali compagnie petrolifere potrebbe fornire un finanziamento sostanziale per questa e altre misure proposte oggi.
Secondo T&E il piano della Commissione non sostiene la diffusione dei veicoli elettrici in ambiti normativi di precisa competenza europea. L'ONG ha invitato i legislatori dell'Unione ad accelerare l'accordo sull’Automotive Package e a mantenere gli attuali obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030 per le case automobilistiche. Quegli obiettivi sono la migliore garanzia dell’arrivo sui mercati di veicoli elettrici più economici, necessari per ridurre l'esposizione degli europei alle ripetute crisi petrolifere. Secondo l’analisi di T&E sul position paper di ACEA - l’associazione dei carmaker europei - trapelato pochi giorni fa, le richieste dell’industria dell’auto per indebolire gli obiettivi climatici dell’Unione porterebbero ad avere 40 milioni di veicoli elettrici in meno sulle strade europee nel 2035, rispetto a quanto previsto dalla normativa attuale.
La strategia presentata oggi riconosce che la creazione di una rete energetica resiliente è fondamentale per bilanciare domanda e offerta, ma sono necessari nuovi investimenti significativi nelle reti, dicono da T&E.
Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, ha dichiarato: “Gli europei attendevano una risposta forte dalla Commissione, ma non è arrivata. Le misure proposte vanno nella giusta direzione, ma devono essere finanziate dalla tassazione dei profitti miliardari che le compagnie petrolifere ricavano dalle guerre. Quei soldi servono per alleviare la morsa finanziaria sulle famiglie europee, a cui vanno offerte alternative praticabili per mettersi al riparo dalle crisi fossili. È sorprendente che la Commissione voglia perdere l’opportunità di far accedere più facilmente i cittadini e le aziende europei alla mobilità elettrica”.
Le misure finanziarie delineate nel piano AccelerateEU per la transizione verso i carburanti verdi nel settore dell’aviazione e del trasporto marittimo rappresentano un passo nella giusta direzione, afferma T&E, poiché ribadiscono che i carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) e i carburanti marini sostenibili (SMF) sono fondamentali per ridurre la dipendenza del settore dai combustibili fossili. Una recente analisi di T&E mostra che l'attuale crisi petrolifera ha aggiunto 90 euro di costi ai voli a lungo raggio, rispetto ai soli 3 euro derivanti dall'obbligo sui SAF. Per l'industria marittima, la crisi costa 340 milioni di euro al giorno. L'elettrificazione della flotta marittima, le misure di efficienza e la ricarica in banchina offrono risparmi immediati sui costi. Nel 2023, le navi ormeggiate nell'UE hanno consumato circa 2,6 Mt di carburante che avrebbero potuto essere risparmiate collegandosi alla rete elettrica del porto. L'UE non dovrebbe cedere alle pressioni dell'industria che chiede di indebolire i mandati sui carburanti o l'ETS, poiché queste norme sono essenziali per raggiungere l'indipendenza energetica, afferma T&E.
NOTE PER I REDATTORI
[1] Il monitoraggio degli extraprofitti petroliferi di T&E viene aggiornato ogni settimana. Il dato utilizzato sopra è stato rilasciato il 21 aprile.
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