L’Industrial Accelerator Act (IAA) farà sì che la maggior parte dei veicoli elettrici venduti in Europa monti batterie prodotte nell’UE; ma alcune falle normative rischiano di limitarne l’impatto.
La reazione di T&E all'IAA
Le regole sul contenuto locale rappresentano un passo avanti per l’industria europea delle batterie, poiché le auto aziendali elettriche dovranno essere equipaggiate con batterie prodotte localmente.
L’estensione dei sussidi all’acquisto di veicoli elettrici a tutti i paesi FTA e l’inclusione di componenti non strategici tra quelli che qualificano il “made in EU” mina l'efficacia della norma.
A partire dal 2027, a quasi due terzi delle auto elettriche vendute nell'UE sarà richiesto di avere batterie prodotte in Europa, secondo le regole sul contenuto locale (“made in EU”) annunciate oggi. T&E ha accolto con favore la proposta dell’Industrial Accelerator Act (IAA) dell'UE, che definisce i requisiti "made in EU" che i veicoli elettrici dovranno soddisfare per poter beneficiare di vantaggi fiscali (in ambito di mobilità aziendale). T&E ha affermato che il progetto di legge, se reso più stringente dai legislatori, potrebbe sostenere gli investimenti in un'industria domestica europea delle batterie, e contribuire a rendere le catene di approvvigionamento europee più resilienti.
La proposta dell’IAA definisce le batterie "made in EU" come aventi almeno tre componenti, comprese le celle, prodotti in Europa. Nel 2030, tali requisiti si estenderanno ad almeno cinque componenti, tra cui celle, materiali attivi catodici (CAM) e sistemi di gestione della batteria (BMS). Sarà inoltre richiesto che la produzione dei veicoli elettrici includa l’impiego di acciaio verde, mentre il 70% dei componenti, escluse le batterie, dovrà essere prodotto nell'UE.
Julia Poliscanova, Senior director vehicles and emobility supply chains presso T&E, ha dichiarato: “L’IAA è un passo avanti importante per l'industria europea delle batterie: presto le auto aziendali elettriche dovranno montare batterie prodotte localmente. Finalmente disponiamo di uno strumento per proteggere l’Europa dal rischio che paesi esteri interrompano le forniture di tecnologie pulite. Tuttavia, parlamentari e governi devono ridurre le numerose scappatoie legislative oggi presenti nel testo, per garantire davvero agli investitori la certezza di poter contare su un’industria europea delle batterie solida e competitiva.”
Tuttavia, T&E ha criticato il criterio per cui anche veicoli elettrici prodotti in paesi con accordi di libero scambio (FTA), potranno beneficiare di incentivi alla domanda. Ha inoltre criticato lo scostamento della norma dall'obiettivo originario, che ha portato componenti non strategici dei veicoli elettrici - quali sedili e cinture di sicurezza - a essere inclusi tra quelli qualificanti per la definizione di “made in EU”. T&E ritiene inoltre che l'esclusione dalle norme dei precursori catodici (pCAM), che rappresentano oltre la metà del valore delle celle delle batterie, sia preoccupante; questa misura potrebbe compromettere lo sviluppo dell’industria europea del riciclo di batterie.
L'IAA sarà ora dibattuto dal Parlamento europeo e dai governi dell'UE, prima di diventare legge.
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