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Auto elettriche: l’Europa può colmare il divario con la Cina entro il 2030. Nel 2025 8 milioni di auto elettriche hanno fatto risparmiare all’Europa 46 milioni di barili di petrolio

25 marzo 2026

T&E lancia la terza edizione dello “State of European Transport”. L'Europa è solo tre anni indietro rispetto alla Cina nelle vendite di veicoli elettrici. Todts: “Dobbiamo accelerare, non capitolare”

Oggi in Ue circolano 8 milioni di auto elettriche e il settore ha solo 3 anni di ritardo sulla Cina. È quanto emerge dalla terza edizione del rapporto “State of European Transport", la nuova analisi di Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti.

Il vantaggio cinese. Nel 2020, l’UE e la Cina avevano la stessa quota di mercato nelle vendite di veicoli elettrici, ma il quadro regolatorio ha fatto la differenza. In Cina, politiche industriali e di mercato coerenti a tutti i livelli hanno sostenuto una crescita continua del settore. In Europa, dopo l’accelerazione legata al target di riduzione delle emissioni di CO₂ 2020–2021, la normativa ha smesso di stimolare i produttori automobilistici e ha permesso alla Cina di guadagnare terreno. Tuttavia, grazie agli obiettivi sulle emissioni di CO₂ dalle nuove auto previsti per il 2025, le full electric hanno conquistato nuovi spazi di mercato e oggi il ritardo accumulato dall’Europa, nei confronti di Pechino, è di “soli” di tre anni. Un ritardo che, mantenendo i target climatici oggi in vigore, potrà essere colmato da qui al 2030. Inoltre, con sette auto elettriche su dieci vendute in Europa già prodotte in Europa, una transizione più rapida può garantire la competitività dell’industria automobilistica dell’Unione e simultaneamente il progressivo affrancamento dalla dipendenza dal petrolio importato.

8 mln di auto elettriche in Europa hanno fatto risparmiare 46 mln di barili di petrolio nel 2025. Mentre l’Europa sta affrontando l’ennesimo shock energetico, con prezzi del petrolio ben oltre i 100 dollari al barile, il nuovo rapporto “State of European Transport” di T&E evidenzia che, con le politiche adeguate, l’Unione può riconquistare la leadership in una delle tecnologie pulite più cruciali del 21° secolo e ridurre rapidamente la propria dipendenza dalle importazioni di petrolio. Gli 8 milioni di auto elettriche già circolanti in Europa hanno consentito di risparmiare, nel 2025, circa 46 milioni di barili di petrolio.

Todts: “Regolamentazione su elettrico mantiene UE nella competizione globale”. William Todts, Direttore esecutivo di T&E, ha dichiarato: “I veicoli elettrici rappresentano la leva più strategica per porre fine alla dipendenza europea dal petrolio importato. La narrativa secondo cui saremmo troppo indietro rispetto alla Cina e dovremmo, per competere, indebolire la regolamentazione sulle emissioni di CO₂ delle auto è profondamente errata. La regolamentazione non è il problema: è ciò che mantiene l’Europa nella competizione globale sull’elettrico. Dobbiamo accelerare, non capitolare.”

Emissioni di CO₂: bene Danimarca e Paesi Bassi, male la Spagna. Il rapporto mostra inoltre che la riduzione delle emissioni di carbonio dai trasporti si è stabilizzata. I Paesi con elevate vendite di veicoli elettrici, come Danimarca e Paesi Bassi, registrano forti cali dell’inquinamento da CO₂ dei veicoli. Questo risultato è però compensato dall’aumento delle emissioni in Paesi come la Spagna, dove le vendite di auto elettriche restano troppo basse. La diffusione lenta dei veicoli elettrici prolunga la dipendenza europea dal petrolio.

Industria europea delle batterie in trasformazione. La Cina sta procedendo a pieno ritmo sulla cleantech e l'elettrificazione, con aziende cinesi che producono il 60% delle auto elettriche vendute a livello globale, mentre la sua produzione di batterie è venti volte superiore a quella europea. Parallelamente, l'industria europea delle batterie si sta trasformando: aziende europee e cinesi, insieme a operatori sudcoreani già presenti, stanno ampliando la produzione di batterie nell’UE. Politiche e finanziamenti adeguati possono liberare l’enorme potenziale europeo in questo settore, con importanti ricadute anche sul fronte occupazionale.

Todts: “Green Deal è tabella di marcia verso l’economia delle tecnologie pulite”. Todts ha concluso: “Lo “State of European Transport” invia un messaggio inequivocabile. Il Green Deal europeo è la tabella di marcia verso l’economia delle tecnologie pulite del futuro e il modello per rafforzare la sicurezza europea riducendo la dipendenza dalle importazioni di petrolio. Eppure, è sotto attacco da parte dell’industria automobilistica europea, più concentrata sui profitti a breve termine che sulla sicurezza e sulla sostenibilità di lungo periodo. L’UE deve resistere alle pressioni per indebolire ulteriormente la regolamentazione.